di Andrea Senesi
Palazzo Marino blocca il lancio promozionale della mostra di Maurizio Cattelan. Il logo del Comune accanto all'immagine di Adolf Hitler genuflesso in preghiera, una delle opere più famose dell'artista veneto, non arriverà sui muri della città. Non subito, almeno. La decisione di stoppare la campagna pubblicitaria arriva dalla direzione generale, dopo i malumori espressi dall'assessore al Decoro urbano, Maurizio Cadeo.
«Quel manifesto ci preoccupa», ammette il direttore generale di Palazzo Marino, Antonio Acerbo: «Dobbiamo approfondire la questione, anche perché quell'immagine potrebbe offendere la comunità ebraica, soprattutto dopo aver annunciato che i proventi sarebbero andati al Memoriale della Shoah». Il «sondaggio» presso i rappresentanti della comunità scatterà nelle prossime ore.
A Palazzo Marino il primo a sollevare dubbi è stato l'assessore Cadeo: «Mi sembra che si tratti di una provocazione dell'artista, visto che l'opera con Hitler in ginocchio non è nemmeno tra quelle in esposizione a Milano. La libertà espressiva non può offendere la sensibilità delle persone. È un confine che non va valicato. Ci appelliamo al buon senso degli organizzatori. Ritirino quell'immagine». E non sarebbe la prima volta. Due anni fa il Comune impose il ritiro di una campagna-choc ideata da un'associazione non profit per la giornata contro la violenza sulle donne. Una ragazza crocifissa nel letto di dolore e l'inequivocabile claim: «Chi paga per i peccati dell'uomo?». Classico effetto pugno nello stomaco, in stile Toscani.
«Contro le ideologie», ovvero la mostra delle polemiche. Cominciate prima dell'estate, quando le prime anticipazioni sulle opere in esposizione bastarono a provocare tsunami di polemiche. La mostra inaugurerà il 24 settembre. Oltre alla ormai famosa statua del dito medio alzato, pensata ad hoc per piazza Affari, era stata annunciata una retrospettiva con almeno una decina di opere. Alla fine saranno solo tre. «In Comune sono dei roditori, hanno rosicchiato su tutto», ha detto in un'intervista al Corriere l'artista. A Palazzo Reale, alla fine, arriverà il Papa colpito da un meteorite («La Nona Ora» del 1999), «La donna crocifissa» (2008) e «Il tamburino» (2003).
Maurizio Cattelan, l'artista italiano più conosciuto e quotato (otto milioni di dollari il record di una sua opera all'asta) al mondo, era già stato protagonista di un altro «caso» nel 2004, quando, sotto la giunta Albertini, aveva esposto i fantocci di tre bambini impiccati nel giardino di piazza XXIV Maggio. Genio o provocazione? Oggi come ieri, l'interrogativo che circola in Comune è lo stesso.
Il manifesto originale
Il manifesto definitivo


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