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domenica 6 giugno 2010

Milano dà il via libera a Cattelan

di Elisabetta Soglio

Il sindaco Letizia Moratti dà il via libera alla installazione di Maurizio Cattelan, la mano con il dito medio alzato, che verrà collocata in piazza Affari, davanti alla sede della Borsa. Rispetto alle perplessità per questa scelta, inizialmente sollevate da parte della maggioranza di centrodestra, la Moratti pare oggi più morbida: «È ironica, è spiritosa, è arte. E l'arte non può essere imbavagliata. Anche la finanza in questo momento di crisi ha bisogno di un po'di ironia». Di certo, invece, il cavallo imbalsamato con la scritta Inri sparirà dal catalogo della retrospettiva dedicata al controverso artista: «Ne ho parlato con l'assessore Finazzer e non mi pare ci siano problemi a questo proposito. Si sono confrontati, lui e Cattelan, e hanno trovato un accordo».
Conferma l'assessore Massimiliano Finazzer Flory: «Non ci sono problemi e sapevo di poter contare sull'intelligenza e l'amore per la cultura del sindaco». Unico punto su cui la Moratti non è precisa è la sede destinata ad ospitare la retrospettiva, dal momento che lei stessa nei giorni scorsi aveva suggerito che si traslocasse da Palazzo Reale al Pac: «Stiamo semplicemente studiando - minimizza il sindaco - una linea culturale per ogni sede che gestiamo, ragionando sulle destinazioni di questi luoghi espositivi chiusi».
Il caso Cattelan, il secondo nella storia del Comune di Milano dopo quello suscitato dai bimbi impiccati esposti nel 2004, era stato sollevato la scorsa settimana durante una riunione di pre-giunta. La delibera che dava l'incarico a Cattelan era stata ritirata dagli assessori presenti all'incontro. Oltre alle perplessità sulle due opere, il dito e il cavallo, era stata la stessa Moratti a suggerire che, quanto meno, la personale venisse traslocata da Palazzo Reale al Padiglione d'arte contemporanea. Se Cattelan aveva risposto ricordando di essere stato cercato dal Comune, l'assessore Finazzer si era poi assunto la responsabilità della scelta, che aveva difeso al punto di minacciare, in alternativa, le dimissioni. Fra l'altro, la scultura di piazza Affari rientra in un progetto che coinvolgerà dieci piazze milanesi e dieci grandi artisti: ognuno di loro proporrà un'installazione «per rompere l'ovvietà del nostro spazio urbano e uccidere i nostri pregiudizi».
Il via libera della Moratti non pare però destinato a mettere del tutto a tacere le polemiche in seno alla coalizione che guida. Già ieri, ad esempio, il capogruppo della Lega, Matteo Salvini, ha stigmatizzato la decisione: «Prima i bimbi impiccati, adesso un dito medio alzato. Milano farebbe volentieri a meno di una pseudo-arte che in realtà è solo business e lucra sulle porcherie. Un assessore alla Cultura dovrebbe difendere cause più importanti: con tutti i problemi che hanno i nostri musei, le compagnie di teatro, le associazioni, i movimenti, ci perdiamo dietro a Cattelan? Mi pare molto triste per tutta Milano, spero che almeno l'assessore sia soddisfatto della sua grande trovata».
Va all'attacco anche il critico Vittorio Sgarbi, predecessore di Finazzer in giunta: «Finazzer segue la moda e punta sui soliti noti». Spietato anche il suo giudizio su Cattelan: «Io non l'avrei voluto a Milano, perché è soltanto un provocatore che ha fatto fortuna. Deve la sua fama al leghista che tolse dall'albero i tre fantocci impiccati: dovrebbe ringraziarlo ancora oggi ed essere contento così». Per questo, Sgarbi si appella al sindaco Moratti: «Se ha cacciato me per due geni come Witkin e Saudek, non si può tenere uno che le propone un dito medio alzato davanti alla Borsa».

da: Corriere della sera, 24 maggio 2010, p. 27

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