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venerdì 25 giugno 2010

I restauratori fanno il «lifting» alla donna del Veronese

di Pierluigi Panza
Visti i tempi grami, i restauratori d'arte devono aver pensato di trasformarsi in chirurghi estetici. Non si spiega altrimenti come un viso di donna raffigurato nella «Cena in Emmaus» del Veronese (1559-1560), tela appartenuta al cardinal Richelieu e ora al Louvre, più che a una pulitura sembra esser stato sottoposto a un lifting. Il naso da nobildonna dipinto dal Veronese è diventato infatti, sotto i ferri dei conservatori, un nasino - obbligato dirlo - alla francese. Per altro, l'intervento di rinoplastica è avvenuto in due fasi: nella prima i restauratori hanno realizzato il nasino francese poi, forse accortisi dell'improprietà, lo hanno rimodellato.
Michel Favre-Félix, presidente dell'Associazione per la salvaguardia del Patrimonio Artistico di Parigi, ha accusato i restauratori: «Veronese aveva immaginato una madre di nobile famiglia, quasi una eco della Vergine Maria, ed è stata trasformata in una caricatura di un adolescente del ventunesimo secolo, con le guance gonfie e un broncio ridicolo». Descrivendo poi il tentativo di correggere il primo restauro come una «tacita ammissione» di «errori grossolani», ha dichiarato al Guardian che il museo si è rifiutato di riconoscere il secondo restauro. Critiche sono piovute anche da Michael Daley, direttore di Art Watch, che ha parlato fotografie che sono «prove incriminanti», di restauratori che si comportano come «chirurghi d'immagine» che fanno più male che bene. Per Daley, la bocca presenta ora labbra più «gonfie e informi», il naso è «affilato» e con «una narice grottescamente grande».
Per un confronto disciplinare, abbiamo raccolto qualche impressione dal chirurgo estetico Mario Goisis: «Il restauratore ha agito come un chirurgo plastico, ringiovanendo il volto. I segni del tempo, come le borse sotto gli occhi, la riduzione dell'angolo tra il naso e il labbro superiore e lo svuotamento delle guance sono mascherati e corretti: la donna appare più giovane». Un intervento, insomma, che non fa bene sperare in vista del 18 giugno, quando una commissione del Louvre si riunirà per decidere se restaurare la «Madonna col Bambino e Sant'Anna» di Leonardo Da Vinci. Se questa è la linea, s'impongono numerosissimi interventi: la riduzione della rottura del setto nasale nel «Federico da Montefeltro» di Piero della Francesca; la mastoplastica al seno e la lipoaddominoplastica per le veneri di Tiziano; la liposuzione per «Le tre grazie» di Rubens... Ovviamente ormoni per la «Donna barbuda» del Ribeira...

Tre immagini che mostrano le diverse fasi del restauro: la situazione iniziale, al termine del restauro e dopo la correzione finale.


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